Lavori precedenti 1

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Scritto e realizzato fra la primavera e l’estate del 2012, è il racconto grafico più lungo di Daniela del periodo pre-L’amore. E’ solo ingannevolmente convenzionale nella struttura narrativa, non rinunciando del tutto all’elemento onirico e simbolico.

La storia è incentrata su una donna nella prima cinquantina e su due giornate della sua vita, durante le quali cerca di far quadrare alcuni tasselli della propria realtà. Il racconto è diviso in due metà distinte: la prima è ambientata in un teatro, per l’esattezza nel giorno 6 novembre 2011; la seconda metà, saltando a tre giorni più tardi, vede la protagonista andarsene irritata da un caffè, poi la segue nel tragitto di ritorno dal caffè. La risoluzione della storia avviene quando la donna passa davanti al teatro della prima metà della storia… e a questo punto le due metà del racconto confluiscono una nell’altra.

“L’alchimia del prendere e dare: cosa accadrebbe alla custode di una metaforica cesta sempre piena di doni se l’umanità intera fosse libera di attingervi?”

Questa la frase usata per lanciare la mostra dei disegni di questo racconto, esposti a Torino nel maggio 2012 in una mostra organizzata dall’Associazione Tedacà. L’esposizione venne inclusa nel programma della Fiera internazionale del libro di Torino, edizione 2012.

Decisa a migliorare una storia di cui esiste una versione precedente (del tardo 2011), la seconda versione de La cesta di doni (marzo-aprile 2012) è una reinterpretazione “snellita” della sua precedente incarnazione.

Fra tutti i racconti di Daniela La cesta di doni rimane finora la più esplicitamente metaforica. L’unico personaggio della storia è la custode della cesta del titolo. Inizialmente una bambina piccola che durante il corso della storia cresce verso la mezza età, il racconto segue il suo progresso mentre chi la circonda attinge liberamente ai doni del suo contenitore magico, sempre pieno. Questa fiaba per adulti, minimale ed essenziale, ha il sapore di una pièce teatrale nella quale un’unica attrice-mimo viene accompagnata da un solo oggetto di scena: la cesta.